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Astor Piazzolla
Mar del Plata 11 marzo 1921
4 luglio 1992 Questo straordinario
genio musicale, l'uomo che ha rivoluzionato il tango e che ha dato nuova
vita e nobiltà a questo genere di musica nacque il giorno 11 marzo 1921 a
Mar del Plata, in Argentina (non poteva essere altrimenti). Nel 1924 si
trasferisce con la sua famiglia a New York per poi tornare nuovamente nel
Sud America nel '36, questa volta a Buenos Aires.
Qui, ancora giovanissimo,
intraprende la carriera musicale. Riconosciuto da subito come uno
straordinario solista di bandonèon (strumento a lamella libera, simile alla
fisarmonica, paradossalmente nato in Germania a differenza del luogo comune
che lo vuole tipicamente argentino), inizia la sua avventura in un'orchestra
che si esibiva nei locali notturni della città, per poi "evolversi" e
intraprendere una proficua attività di compositore accademico, temprata
dalle lezioni parigine di Nadia Boulanger, generosa mentore di innumerevoli
musicisti del Novecento, e da quelle del grande connazionale Alberto
Ginastera. Ma la sua vera aspirazione è quella di suonare il tango: è quella
la musica che lui sente veramente, tanto che i suoi stessi insegnanti lo
spingono in quella direzione. Quando fa dunque ritorno in Argentina, nel
1955, il suo bagaglio è straordinariamente ricco e la sua preparazione di
altissimo livello; una preparazione assai rara da trovare nei musicisti di
estrazione "popolare".
Tutto questo non si può dimenticare quando si ascolta
la sua musica. L'amore per l'Europa, la sua aspirazione ad un linguaggio
complesso e sofisticato, l'omaggio che il musicista implicitamente desidera
attribuire ai maggiori compositori di sempre, da lui profondamente amati,
sono elementi imprescindibili del suo far musica. E i risultati lo hanno
storicamente premiato di tanto sforzo. Mai si era sentita una musica così
commossa, intrisa di malinconia ma anche capace di inaspettata aggressività
e vitalità. Insomma, Piazzolla, grazie agli spettacoli realizzati in
Argentina cominciò a dar vita, con la formazione dell'Octeto Buenos Aires, a
quello che fu definito il "nuovo tango", rivoluzionario nella forma e nei
colori rispetto al tradizionale tango argentino. Il linguaggio ritmico, lo
spirito fortemente drammatico e passionale, i vividi colori sono gli
elementi fondamentali a cui quali Piazzolla si ispira per creare
composizioni "quasi" classiche per struttura ed elaborazione, servendosi di
tutti gli strumenti espressivi della musica "colta" e del jazz.
Naturalmente, questo non mancò di suscitare rimostranze e disapprovazione da
parte di alcuni conservatori, senza capire che in realtà l'arte di Piazzolla
collocava il Tango definitivamente al di là del tempo e dello spazio,
offrendo una dimensione colta e assolutamente nobile a quella tradizione.
Piazzola creò all'uopo un ensemble completamente strumentale, comprensivo di bandoneon , di pianoforte, violini, violoncello, contrabbasso e chitarra.
Copiosissima fu la sua produzione nel periodo argentino e in quelli che
seguirono. Fra i suoi titoli più famosi citiamo "Concierto para Quinteto", "Adiós
Nonino", "Libertango", la serie "Las cuatro estaciones porteñas", "Tristezas
de un Doble A", "Soledad", "Muerte del Angel", "Tanguedia", "Violentango",
"Tango apasionado" , "Five Tango Sensations" e moltissimi altri, a cui si
aggiungono le numerose colonna sonore realizzate.
Ma ha anche realizzato una
stupenda opera teatrale "Maria di Buenos Aires", che ha tutte le
caratteristiche inconfondibili della sua arte. Oggi Piazzolla è ritenuto a
tutti gli effetti uno dei più grandi compositori del Novecento e gode di
stima e fama in tutto il mondo. Le sue composizioni sono interpretate da
grandi orchestre e da famosi musicisti classici, oltrechè da numerosi
jazzisti.
Con la sua opera, il passionale musicista argentino ha dimostrato
che il tango può essere un'espressione eterna dello spirito umano.
Malato di
cuore, Astor Piazzola si è spento il 4 luglio del 1992.
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