Il cammino neocatecumenale

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Il Cammino Neocatecumenale è un itinerario di formazione cattolica nato in Spagna nella metà degli anni sessanta del novecento su iniziativa del pittore Kiko Argüello e di Carmen Hernández. È un itinerario di fede che si prefigge la riscoperta del battesimo.
Storia
Le origini.
Nei primi anni Sessanta Francisco (Kiko) Argüello (pittore, nato a León, Spagna) avrebbe avuto una visione della Madonna con l'indicazione di «fare comunità come la Sacra Famiglia di Nazareth».
Lanciatosi nell'evangelizzazione dei baraccati di Palomeras Altas, alla periferia di Madrid, vi incontra Carmen Hernández (laureata in chimica e associata per alcuni anni all’Istituto Misioneras de Cristo Jesús) e dal 1964 al 1967 collabora con lei in un ambiente composto soprattutto da poveri, prostitute e omosessuali, formando una "sintesi kerigmatico-catechetica" che, sostenuta dalla Parola di Dio, dalla Liturgia e dall'esperienza comunitaria, e sulla scia del Concilio Vaticano II, diventerà la base di ciò che il Cammino Neocatecumenale porterà in tutto il mondo.
Dalle baracche l'esperienza passa presto, su invito dell'allora arcivescovo di Madrid Casimiro Morcillo (1904-1971), ad alcune parrocchie delle città di Madrid e di Zamora. L'esperienza delle parrocchie cittadine era però diversa da quelle dei poveri delle baracche. Molti cittadini non avevano evidenti bisogni materiali e le catechesi venivano usate come conferenze, non come cammino di conversione e di kenosis, dove far "morire" a poco a poco la vecchia spiritualità per poter essere rivestiti della nuova creazione nello Spirito Santo. Così gradualmente venne apparendo la riscoperta del Battesimo (detta "neocatecumenato") come cammino da percorrere per arrivare a una fede "adulta", capace di rispondere ai cambiamenti sociali del nostro tempo.
Nel 1968 Kiko e Carmen portarono anche in Italia la loro esperienza su invito di mons. Dino Torreggiani (1905-1983), fondatore della congregazione religiosa Servi della Chiesa, con una lettera di presentazione per il cardinale Angelo Dell'Acqua (1903-1972), allora vicario di Sua Santità. Andarono a vivere nelle baracche del Borghetto Latino a Roma e avviarono il Cammino nella parrocchia di Nostra Signora del SS. Sacramento e dei Martiri Canadesi, nel quartiere Nomentano, ed in seguito in molte altre parrocchie della città e del mondo.
Nell'aprile del 1970, a Majadahonda, nei pressi di Madrid, Kiko, Carmen ed altri responsabili e parroci, si posero il problema circa l'identità delle comunità che stavano sorgendo nelle parrocchie. Da tale riflessione furono definiti gli elementi basilari dell'esperienza del Cammino Neocatecumenale.
Natura e missione della comunità neocatecumenale
La comunità è la Chiesa stessa, che nasce dall'annuncio della "Buona Novella" che è Cristo.
L'annuncio è apostolico, cioè in stretta dipendenza dal vescovo.
I membri sono chiamati ad essere "sacramento di salvezza" all'interno della parrocchia, in cammino verso una fede sempre più adulta sostenuti dal "tripode": Parola di Dio, Liturgia, Comunione fraterna.
Il Cammino è detto catecumenato o neocatecumenato, a seconda del caso che l'adulto sia non battezzato o già battezzato[2] e dichiara di ispirarsi al catecumenato antico (Scrutini battesimali, Iniziazione alla preghiera, Redditio e Traditio Symboli, ecc.).
Compito della comunità è rendere visibile un nuovo modo di vivere il Vangelo, tenendo presente le esigenze degli uomini contemporanei.
I membri del Cammino vivono il dovere di non distruggere niente, di rispettare tutto, presentando il frutto di una Chiesa che si rinnova.
Le comunità rimangono all'interno delle parrocchie, vivendo in comunione con il parroco.
Alcuni anni più tardi, quando il Cammino era già diffuso in molte diocesi italiane, i responsabili furono chiamati dalla Congregazione del Culto Divino per presentare il loro itinerario di riscoperta del Battesimo. L'allora Segretario della Congregazione, mons. Annibale Bugnini, e gli esperti che lo coadiuvavano rimasero stupiti del valore di questa nuova realtà ecclesiale. Dopo due anni di studio della prassi del Cammino la Congregazione pubblicò sulla propria rivista ufficiale la breve nota Praeclarum exemplar di apprezzamento dell'opera delle comunità neocatecumenali. È in questi anni che viene scelto, su proposta della stessa Congregazione, il nome di "Cammino Neocatecumenale" ovvero "catecumenato post-battesimale".
Struttura del Cammino
Il Cammino Neocatecumenale, sul modello del catecumento antico, si struttura come un itinerario comunitario a tappe, fedelmente all'ispirazione originaria di «fare comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano in umiltà, semplicità e lode e dove l'altro è Cristo».
Il percorso neocatecumenale prende inizio da un ciclo di catechesi che si distende, normalmente, sull'arco di due mesi in cui viene preparato e annunciato il "Kerygma". Coloro che, al termine di questo "primo annuncio" lo desiderano, danno vita ad una nuova comunità neocatecumenale che, come un embrione appena concepito, inizia il suo percorso di crescita e maturazione, in seno alla parrocchia, e si mette in cammino alimentata dal "tripode" Parola di Dio-Liturgia-Comunità.
La prima fase, il pre-catecumenato post-battesimale, è un tempo di "kènosi" per imparare a camminare nell'umiltà. Rivivendo le tappe del Primo e del Secondo Scrutinio battesimale, che costituiscono la prima parte del battesimo, si passa al "catecumenato post-battesimale", che è un tempo di combattimento spirituale per acquistare la semplicità interiore dell'"uomo nuovo" che ama Dio come unico Signore, con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze e il prossimo come se stesso. La Chiesa sostiene i neocatecumenali attraverso la consegna graduale di alcune "armi spirituali":
· l'iniziazione alla preghiera (con la consegna del libro della Liturgia delle Ore);
· la Traditio Symboli (consegna del Credo) che è seguita dalla testimonianza pubblica della propria fede, la Redditio Symboli;
· la consegna del Padre Nostro (nell'abbandono filiale alla Vergine Maria).
Dopodiché si apre la fase della riscoperta dell'«elezione», "cardine di tutto il (neo)catecumenato", tempo di illuminazione, dove i neocatecumeni apprendono a "camminare nella lode". Questo tempo culmina con la rinnovazione delle promesse battesimali nella Veglia Pasquale presieduta tipicamente dal Vescovo.
Responsabili del Cammino
Attualmente l’équipe responsabile internazionale del Cammino Neocatecumenale è composta dagli iniziatori Kiko Argüello e Carmen Hernández, affiancati da un sacerdote, padre Mario Pezzi. L'équipe internazionale nomina il collegio elettivo (da ottanta a centoventi membri, nominati a vita).
Dall'équipe responsabile internazionale dipendono le équipes dei cosiddetti "catechisti itineranti" (ad oggi circa settecento) responsabili, per conto dell'équipe internazionale, del Cammino Neocatecumenale nelle varie nazioni o regioni del mondo. Contribuiscono a formare le prime comunità neocatecumenali e a mantenere regolari contatti con i vescovi delle diocesi in cui operano; le équipes itineranti mantengono un legame costante con i responsabili internazionali del Cammino (in occasione delle "convivenze degli itineranti"), visitano periodicamente le comunità neocatecumenali da loro catechizzate e curano lo sviluppo del Cammino nel territorio loro assegnato, nella fedeltà al carisma degli iniziatori.
Queste équipes di "catechisti itineranti" per l'evangelizzazione sono formate da uomini o donne celibi, da coppie sposate e da un sacerdote (che abbia ottenuto il permesso dal proprio vescovo o dal proprio superiore religioso). Essi si offrono liberamente, lasciando casa, lavoro e amicizie e facendosi disponibili ad andare gratuitamente in qualunque parte del mondo nella precarietà e confidando nella Provvidenza. I "catechisti itineranti" restano uniti alla propria parrocchia e comunità neocatecumenale, alla quale ritornano periodicamente. Inoltre sono liberi di interrompere in qualsiasi momento la propria esperienza missionaria.
Le "équipes itineranti" si recano in un'altra diocesi, su invito del Vescovo locale e di almeno un parroco interessato, per avviare il Cammino Neocatecumenale in una parrocchia. Le équipes sono formate, abitualmente, secondo lo schema (coppia, celibe, presbitero oppure celibe, nubile, presbitero), generalmente attraverso un sorteggio tra quanti hanno completato (o quasi) tutte le tappe del Cammino e si sono offerti volontari.
Attività missionaria
Di fronte alla situazione di forte secolarizzazione del Nord Europa e vaste aree del mondo, Kiko e Carmen hanno dato l'avvio all'esperienza delle "Famiglie in missione", per fondare col Cammino la Chiesa in paesi dove essa è inesistente ("Implantatio Ecclesiae") o per aiutare a rafforzare le comunità lì presenti. Queste famiglie restano unite alla propria comunità neocatecumenale, inserita nella parrocchia di origine, e sono sostenute dalla stessa comunità e dalla parrocchia per quanto concerne le spese per viaggi, affitto delle case, sostegno morale, lettere, preghiere, etc. La più recente partenza di duecento famiglie in missione è avvenuta il 12 gennaio 2006, alla presenza di papa Benedetto XVI, portando così ad oltre cinquecento le "famiglie in missione" nel mondo.
All'opera di evangelizzazione, iniziata dalle famiglie in diverse zone, si è ben presto affiancata anche quella di sacerdoti missionari, con la creazione, in diverse diocesi e dietro esplicita richiesta dell'ordinario del luogo, di un seminario Redemptoris Mater, seminari diocesani, internazionali, missionari (attualmente sono 67) in cui vengono accolte gran parte delle vocazioni al sacerdozio nate in seno al Cammino.
Un'altra iniziativa significativa è stata la costruzione e la gestione della Domus Galilaeae sul monte delle Beatitudini in Galilea, opera inaugurata da papa Giovanni Paolo II nel 2000 durante il suo storico viaggio in Terra Santa, che in quell'occasione celebrò l'Eucarestia con decine di migliaia di giovani, giunti in pellegrinaggio da tutto il mondo. La Domus Galilaeae è luogo di incontro e ritiro dei fratelli delle comunità neocatecumenali durante il pellegrinaggio in Israele che viene compiuto in occasione della conclusione dell'itinerario neocatecumenale. È diventato anche un luogo di incontro tra cristiani ed ebrei, in occasione delle visite che molti ebrei fanno in questo luogo.
Il Cammino Neocatecumenale nel mondo
Il 29 giugno 2002 è arrivato un primo riconoscimento dal Pontificio Consiglio per i Laici, con l'approvazione ad experimentum, per un periodo di cinque anni, dello Statuto del Cammino Neocatecumenale.
Oggi il Cammino è presente in tutti e cinque i continenti, in più di 900 diocesi, per un totale di oltre 17.500 comunità in 6.000 parrocchie.
Il Cammino, in quanto itinerario di formazione cattolica, non ha un patrimonio proprio pur avendo una struttura propria con dei responsabili "vita natural durante".
Numerosi sono anche i seminari "Redemptoris Mater", sparsi in tutto il mondo.
In Rwanda, nell'ottobre del 1994, il sacerdote Justin Furaha ed altre decine di persone tra sacerdoti, laici e suore appartenenti al Cammino, sono stati uccisi durante il genocidio ruandese in quanto cristiani ed appartenenti all'etnia Tutsi.
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